Apple Music: guida al servizio

Uno dei servizi di cui sicuramente gli utenti Apple che abbiano un iPad, un iPhone o un Mac sono a conoscenza è Apple Music, il servizio musicale streaming proposto da Apple.

Si tratta di un servizio interessante che consente di ascoltare tantissime canzoni senza limiti pagando un abbonamento mensile all’azienda, con la musica che può essere ascoltata sia online che, previo scaricamento, anche offline.
device compatibili apple music

In questo articolo scopriamo come funziona e quali sono le differenze con i servizi concorrenti.

Apple Music: cos’è, come funziona e quanto costa

Apple Music è un servizio integrato nell’app Musica di iPhone e iPad, nell’app iTunes dei Mac o Windows, oppure, per Android disponibile su Play Store tramite un’app dedicata.

I primi tre mesi del servizio sono gratuiti, quindi si inizia a pagare un abbonamento il cui prezzo è di:

  • 9,99 euro al mese per l’abbonamento singolo;
  • 14,99 euro al mese per l’abbonamento familiare, condivisibile con altre cinque persone;
  • 4,99 euro al mese per gli studenti;
  • 99 euro all’anno se si sceglie di pagare l’abbonamento per tutto l’anno (risparmiando 20 euro).

Pagando questa cifra possiamo sfruttare tutte le funzioni di Apple Music, che sono le seguenti:

  • La possibilità di ascoltare i circa 50 milioni di brani presenti nella libreria di iTunes, senza alcun limite;
  • La possibilità di ascoltare la musica sia online che offline (chiaramente dopo averla scaricata in presenza di connessione);
  • La possibilità di trasmettere facilmente la musica su tutti i dispositivi Apple, compreso Apple Watch e HomePod;
  • L’accesso a contenuti esclusivi Apple come i video delle canzoni e serie come Carpool Karaoke.

Da notare che Apple Music non interagisce con i brani acquistati da iTunes in passato, che continuano a rimanere sul nostro dispositivo, si possono ascoltare sempre e rimangono ascoltabili anche se smettiamo di pagare l’abbonamento ad Apple Music.

I servizi concorrenti

I servizi concorrenti di Apple Music sono diversi, e andiamo ad analizzare le differenze principali rispetto al servizio streaming proposto da Apple.

Spotify

La differenza principale tra Spotify ed Apple Music è la presenza di una versione gratuita che rimane gratuita per sempre, non solo per alcuni mesi come succede con Apple.

I costi degli abbonamenti (9,99 / 14,99 euro al mese) sono gli stessi, però se non si vuol pagare si può comunque accedere a tutta la musica disponibile su Spotify, che da computer e tablet si può acquistare come preferiamo, da smartphone solo con una riproduzione casuale e un numero di “salti” limitato, e saranno presenti inserzioni pubblicitarie.

Nel complesso, è l’unico servizio che da un vero valore aggiunto rispetto ad Apple Music, valore che c’è per lo più fin quando non vogliamo pagare.

Google Play Music – YouTube Music

Il servizio di Google ha praticamente gli stessi costi del servizio Apple, 9,99 euro al mese per il piano singolo, 14,99 per quello famiglia.

Molti non sanno che esiste, però, anche una particolare versione gratuita, che consente di salvare un certo numero di canzoni sul cloud (sullo spazio di Google Drive che, di base, da 15 GB gratuiti a tutti) per ascoltarle in un secondo momento, sempre dietro connessione ad internet. Non è semplice come Spotify, ma è utile per non pagare l’abbonamento.

Ma la cosa più interessante è YouTube Music, il cui abbonamento coincide con Google Play Musica: consente di utilizzare YouTube in Background sui dispositivi mobile, una possibilità fino ad oggi non disponibile.

Amazon Music

Non c’è molta differenza tra il servizio Amazon Music e quello proposto da Apple, né come costo (9,99 euro / 14,99 euro per le due varianti), né per la possibilità di sottoscrivere anche qui un abbonamento annuale togliendo due mesi dal totale, possibilità riservata solo per gli iscritti ad Amazon Prime.

Da notare che, tuttavia, chi è abbonato a Prime ma non a Music ha la possibilità di ascoltare un certo numero di brani (il 5% dei brani totali), per un numero di ore limitato, ogni mese. Anche offline. E’ comunque più un incentivo a sottoscrivere Prime che una forma utile a chi cerca la musica.

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