Il cavo HDMI (High-Definition Multimedia Interface) sta diventando, in questi anni, uno degli standard più diffusi per i contenuti audiovisivi che devono essere trasmessi con una connessione cablata e non in wireless. Solitamente si trova già integrato all’interno delle confezioni dei dispositivi (smartbox, decoder, console da gioco, ecc) che devono essere collegati al televisore, ma può capitare che questo accessorio non sia incluso o che il vecchio cavo si rompa, e allora dobbiamo necessariamente acquistarne uno nuovo.

Bisogna però notare che non tutti i cavi HDMI sono uguali, ma hanno delle differenze in base al segnale che possono trasmettere. Per semplicità, si possono distinguere in generazioni, per le quali generazioni di cavi più datate non sono in grado di trasmettere segnali che sono stati resi disponibili solo dopo l’uscita del cavo stesso.
Le indicazioni sulla versione del cavo sono indicate sulla confezione (o sulla pagina di acquisto, se acquistate online) del cavo stesso.
1. Differenze tra le versioni e tecnologie supportate
Nella scelta del cavo, le differenze tra le versioni più comunemente riscontrabili in commercio sono:
- Il cavo HDMI 1.4 è la tipologia più datata (tra quelle facilmente reperibili), ed è in grado di trasmettere contenuti Full HD (fino a 1080p) ma non contenuti in 4K, né contenuti 3D; se siamo interessati a questi, dobbiamo evitarlo;
- Il cavo HDMI 2.0 è la tipologia più moderna, ed è la più adatta per vedere film, serie TV o per giocare ai videogiochi. Supporta sia il 3D che il 4K, le tecnologie audiovisive più recenti.
- Il cavo HDMI 2.1 è la versione più recente del cavo, compatibile in realtà con tecnologie ad oggi ancora non presenti nelle nostre case; da acquistare solamente se vogliamo fare un “investimento” per il futuro. Le aggiunte sono il supporto all’HDR dinamico (cioè gli effetti HDR vengono applicati a singoli fotogrammi, non a tutti indistintamente), un supporto migliore per i flussi audio e il Game Mode VRR che, per i dispositivi che lo supportano, riduce il lag (gli “scatti”) durante l’utilizzo dei videogiochi.
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2. Tipi di cavo HDMI
In questo paragrafetto vediamo le tipologie di cavo che possiamo trovare in commercio, in modo da poter farti capire qual è quello giusto per le tue esigenze:
- cavo HDMI standard: è il cavo basico e più economico ed è adatto per una connessione in grado di supportare la risoluzione HD 720p o 1080i. Non è adatto per i contenuti Full HD.
- cavo HDMI High Speed (alta velocità): questo è il cavo giusto per gestire i contenuti ad alta risoluzione che vanno dal Full HD 1080p fino al 4K. Questo cavo è compatibile con le specifiche HDMI 1.4 e 2.0.
- cavo HDMI Standard with Ethernet: questo cavo dispone delle stesse specifiche di un cavo HDMI standard ma è in grado di supportare anche il trasferimento del segnale di rete Internet.
- cavo HDMI High Speed with Ethernet (alta velocità): vale quando detto per il cavo precedente: dispone delle stesse specifiche di un cavo HDMI standard ma è in grado di supportare anche il trasferimento del segnale di rete Internet
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3. Cavo HDMI: maschio o femmina?
Quando si compra un cavo USB si dà per scontato che ad un’entrata che può essere microUSB o Type-C corrisponda un’uscita USB Type A. Ma nel caso dei cavi HDMI bisogna fare molta attenzione perché fondamentalmente bisogna scegliere il tipo di ingresso o di uscita.
In particolare, un cavo HDMI può essere di tipo maschio – femmina o maschio – maschio. Quale scegliere? Ovviamente dipende dalle vostre esigenze, ma occorre ricordare che si parla di cavo maschio quando l’attacco viene inserito all’interno della porta HDMI, mentre viene identificato cavo femmina quello al cui interno viene inserito il connettore HDMI.
Generalmente per collegare un dispositivo alla porta HDMI del televisore serve un connettore maschio maschio, ossia con ingresso e uscita uguali. Un connettore maschio-femmina può essere utilizzato come prolunga, ma per i motivi di cui abbiamo parlato prima può essere utile sostituire un cavo con uno più lungo piuttosto che rischiare di rovinare la qualità della trasmissione.
4. La lunghezza del cavo incide sulle prestazioni?
I cavi HDMI presenti sul mercato possono avere lunghezze diverse. per cui una delle domande che ci si potrebbe fare è: “la lunghezza del cavo incide sul costo o sulla qualità della trasmissione?”
Ebbene, per quanto riguarda il costo di un cavo HDMI la risposta è si. Prendendo in considerazione un Cavo HDMI 2.0 ad alta velocità di Amazon Basics, con supporto ad Ethernet e video 4K, il costo per la versione lunga 1,8 metri è di circa 6 euro. Lo stesso cavo ma con lunghezza di 7,5 metri costa 11,38 euro, mentre per un Cavo HDMI ad alta velocità con tecnologia RedMere da 15.3 metri il prezzo sale a circa 25 euro.
Ma quindi quanto dovrebbe essere lungo un cavo HDMI? Nel caso in cui avessi la TV e la console/dispositivo multimediale ad una distanza molto ravvicinata, dovrei scegliere un cavo della lunghezza esatta, oppure potrei acquistare un cavo più lungo nel caso volessi in futuro cambiare la posizione della TV o del dispositivo multimediale?
In realtà a questa domanda non si può dare una risposta univoca, perché in linea di massima la qualità dei dispositivi e soprattutto quella del cavo HDMI può essere determinante (un cavo da 20 metri di altissima qualità potrebbe garantire una resa superiore a quella di un cavo da 2 metri economico, realizzato con materiali di bassa qualità).
Ma in linea generale questi sono problemi che potrebbero subentrare solo dopo determinate lunghezze, superiori ai 3/5 metri, con qualità di riproduzione elevate (4K) e di fronte a dispositivi e/o cavi di bassa qualità. Ma qualora dovesse bastarvi un cavo da 1 metro non troverete differenze in termini di qualità tra un cavo da 0,91 metri e un cavo da 1,8 metri.
Per cavi HDMI di dimensioni superiori agli standard può essere utile consultare le recensioni su Amazon per vedere se chi li ha già collaudati abbia riscontrato delle problematiche in termini di qualità (monitorare le recensioni è una cosa saggia da fare anche per cavi di piccole lunghezze, ma chiaramente il rischio di problemi in questo caso è minore).
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5. Da cosa può dipendere il prezzo di un cavo HDMI?
Oltre alla lunghezza del cavo HDMI ci sono altri fattori che entrano in gioco ed influiscono sul prezzo finale dei cavi HDMI. Tanto per cominciare i cavetti che supportano la rete Ethernet sono più costosi.
Un altro aspetto che potrebbe influire sul prezzo finale è il supporto di determinati parametri: un cavo HDMI 2.1 è in grado di supportare fino a 48 Gbit/s di banda passante massima totale, e quindi risoluzioni fino a 10K a 120 fps e quindi la qualità deve essere superiore rispetto ad una cavo HDMI 1.4 (o inferiori, sebbene sia difficile trovarne in circolazione).
Ma in linea generale il fattore che influisce di più sul prezzo e sulla qualità finale di un cavo HDMI riguarda il tipo di materiali utilizzato. Un cavo HDMI lungo più di 10 metri di buona qualità potrebbe costare anche il doppio rispetto ad un cavo di 2 metri perché probabilmente i contatti potrebbero essere placcati in oro.
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6- Cavi adattatori HDMI-VGGA, Scart e Svideo
Non tutti i cavi HDMI sono in realtà cavi che hanno questa uscita da entrambi i lati, ma ne esistono alcuni che sono degli adattatori, con un uscita HDMI da un lato, diversa dall’altro (solitamente connessioni più datate).
In questi casi bisogna fare attenzione al fatto che la possibilità di passaggio dell’immagine non dipende (nei cavi adattatori) solo dall’HDMI, ma anche dal collegamento dall’altra parte: i VGA, la SCART e gli S-Video (i collegamenti presenti su vecchi dispositivi come videoregistratori o vecchi televisori) non sono comunque in grado di trasmettere contenuti Full HD (SCART e S-Video nemmeno i contenuti in HD), ma questo è un limite non imputabile al cavo in sé, ma ai limiti tecnologici della presa che si trova dall’altra parte.
Per migliorare i segnali non è sufficiente un adattatore ma, nella maggior parte dei casi, è necessario rinnovare il dispositivo che si trova dall’altra parte.
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