Cos’è una rete Wifi?

Quasi tutti i dispositivi intelligenti (dai cellulari ai dispositivi connessi IOT) che troviamo in commercio sono dotati di tecnologia Wi-Fi che, permette di collegarsi su internet e di scambiare dati senza fili, utilizzando le onde radio.
Collegando più dispositivi tra loro in contemporanea è possibile creare una rete wireless, che viene gestita da un router.

Ricordiamo che in una rete Wi-Fi c’è sempre un dispositivo che genera la rete, chiamato Access Point, al quale tutti gli altri dispositivi possono connettersi (il router wifi per l’appunto).

Per quanto riguarda l’origine, potremmo prendere come atto costitutivo della tecnologia la decisione, nel 1985, dell’ente statunitense regolatore del settore delle telecomunicazioni, la Federal Communications Commision, di liberare alcune frequenze per metterle a disposizione all’uso civile senza alcun obbligo di licenza.

Nel 1999 nasce poi il protocollo IEEE 802.11a, il logo e il nome che oggi tutti conosciamo, verranno poi definiti i principi strutturali della tecnologia e le sue possibilità di sviluppo.

Come funziona una rete Wi-Fi?

Ogni rete Wi-Fi può essere composta da uno o più access point, punti di accesso alla rete che funzionano da sorgente del segnale, e da uno o più client collegati alla rete.

Un access point è in grado di coprire un’area che va dai 50 ai 100 metri, ma la copertura può essere ulteriormente estesa in altri modi, come il collegamento di più access point tra di loro, oppure, tramite dei ripetitori di segnali Wi-Fi che captano il segnale e poi lo ritrasmettono.

Per fare in modo che il punto d’accesso si colleghi ai vari dispositivi, l’apparato Wi-Fi del router o del modem, trasmette, ogni 100 ms, un pacchetto di dati chiamato beacon che contiene lo SSID della rete e altre informazioni come il protocollo di sicurezza in uso.
Sono disponibili tre protocolli di sicurezza: WEP, WPA e WPA2, il più sicuro è l’ultimo, conosciuto anche come IEEE802.11i, che permette di crittografare le chiavi di sicurezza con l’algoritmo AES a 256 bit.

Classi Wi-Fi e bande di frequenza

Le classi Wi-Fi o certificazione IEEE, hanno stabilito gli standard tecnologici che sono serviti ai produttori per la realizzazione dei propri dispositivi wireless, questi sono identificati dal numero 802.11 seguito da una lettera.

Oggi sono disponibili ben nove standard Wi-Fi ma i più utilizzati sono quattro e presentano velocità diverse, nello specifico:
• Wi-Fi classe b (802.11b) – 11 Mbps.
• Wi-Fi classe g (802.11g) – 54 Mbps.
• Wi-Fi classe n (802.11n) – 300 o 450 Mbps.
• Wi-Fi ac (802.11ac) – 1.3Gbps (1.331 Mbps)

La classe “ac” è disponibile solo su modem/router dual o tri-brand, ovvero su quei modelli che operano sia sulla classica banda di frequenza a 2.4 GHz che sulle bande di frequenza a 5 GHz.

La banda di frequenza a 5 GHz è soggetta a meno interferenze e permette di trasferire i dati più velocemente, ma ha un raggio d’azione inferiore rispetto alla 2.4 GHz.

La banda da 2.4 GHz può contare su 14 canali, mentre quella da 5 GHz su 23 canali, si tratta di un sottoinsieme delle frequenze radio disponibili, poiché la banda di 5 GHz è meno usata ed ha molto più spazio, le probabilità che il segnale venga disturbato sono molto meno.

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