Casa domotica: scopriamo vantaggi, soluzioni e costi

Una delle parole che sentiamo dire sempre più spesso in questi ultimi anni è domotica, una parola che viene associata agli impianti intelligenti di un’abitazione, cioè che ti permettono rispetto i tradizionali di automatizzare alcune funzioni, attuare azioni di risparmio energetico rendendo la casa più confortevole e virtuosa.

In questo articolo scoprirai quali sono le possibilità che la domotica ti offre al giorno d’oggi, alla luce della nascita di nuovi sistemi wireless IOT (Internet of Things) che si affiancano ai sistemi filari tradizionali.

Indice

Che cos’è la domotica?

La domotica è definita come lo studio del benessere all’interno della propria abitazione: è una disciplina nata alla fine degli anni ’80, quando gli elettrodomestici comparvero in massa nelle nostre case, ma si è costantemente sviluppata fino ai giorni nostri, quando ha avuto un forte impulso grazie alla connettività internet che contraddistingue i nostri tempi.

E’ una scienza ampia, che spazia attraverso molti ambiti, anche se per un consumatore sono relativamente pochi quelli che interessano di più: la domotica è finalizzata infatti a migliorare la qualità della vita, passando per una serie di piccoli miglioramenti come:

  • Migliorare la sicurezza domestica, una parte di domotica che vediamo poco;
  • Semplificare l’installazione e l’utilizzo dei dispositivi tecnologici, così da evitare le difficoltà di gestione e riparazione;
  • Ridurre i costi di gestione di impianti ed elettrodomestici;
  • Rendere intelligenti e interattive le apparecchiature con cui abbiamo a che fare ogni giorno.

In particolare l’ultimo punto è quello che viene maggiormente sviluppato oggi, e lo è grazie al grande impulso degli smartphone, dei veri e propri telecomandi che abbiamo sempre in tasca e che arriveranno sempre più a funzionare come delle vere e proprie “bacchette magiche” per controllare tutto ciò che ci circonda.

Le possibilità che la domotica oggi offre sono in continuo aumento quasi ogni giorno, per un ambito in continua evoluzione che ci permette di migliorare costantemente la qualità della nostra vita.

Impianto domotico cablato o Wireless?

L’impianto domotico, nella sua accezione più semplice, è costituito da due circuiti principali: quello di segnale e quello di potenza.

  • Il circuito di segnale è il circuito su cui viaggiano le informazioni, che passano da un dispositivo all’altro e permettono ai vari elettrodomestici e smartphone di comunicare;
  • Il circuito di potenza è quello che fornisce la corrente per funzionare, ovvero l’impianto elettrico.

Per capire meglio, un impianto tradizionale non domotico è composto solo dal circuito di potenza, ovvero dall’impianto che alimenta (per esempio) lampadine, forno e frigorifero; nell’impianto domotico quel circuito permane, ma tutti e tre sono collegati tra loro e con altri dispositivi (smartphone, tablet) e possono scambiarsi informazioni, grazie al circuito di segnale.

La domotica può essere essenzialmente di due tipi, ovvero cablata e wireless. La domotica cablata oggi sta andando pian piano a scomparire, salvo alcune eccezioni, mentre quella wireless si sta diffondendo sempre di più perché la maggior parte degli elettrodomestici diventano compatibili con l’impianto Wi-Fi, che rappresenta oggi lo standard come circuito di segnale.

La domotica cablata

La domotica cablata riguarda alcuni elettrodomestici fissi per cui è conveniente lasciare un cavo attaccato ad una centralina che, a sua volta, comunica con il modem e con internet. Alcuni esempi di questo schema sono:

  • Le tapparelle automatiche delle finestre;
  • Gli irrigatori da giardino che si controllano a distanza o automatici;
  • Gli impianti che controllano le prese elettriche, e permettono ad esempio di staccarne una particolare se viene superata la potenza massima dell’impianto, così da evitare che scatti il salvavita;
  • Alcuni impianti di videosorveglianza, di solito quelli più grandi e complessi;
  • I pannelli solari e gli accumulatori per fotovoltaico.

Per tutti questi sistemi c’è bisogno di un collegamento fatto tramite cavi, quindi si sta costruendo un vero e proprio impianto; il collegamento dei cavi fa capo ad una centralina che, a sua volta, si collega ad internet per poter interagire con altri dispositivi.

La domotica Wireless IOT

La domotica wireless, basata sulle reti Wi-Fi (cioè la rete internet di casa), è oggi la soluzione più utilizzata, che funziona in questo modo: l’elettrodomestico si attacca al circuito di potenza (alla presa elettrica), ed ha un chip (scheda Wi-Fi o connessione Bluetooth) che permette di comunicare con altri dispositivi connessi alla stessa rete, come altri elettrodomestici, i cellulari e i tablet, che consentono di controllare gli elettrodomestici tramite app.

Tra gli esempi di questo tipo di domotica troviamo:

  • Le lampadine smart controllabili dal cellulare;
  • Le caldaie e i condizionatori per il controllo della temperatura;
  • Gli impianti di videosorveglianza a singola unità;
  • Forno, frigorifero, lavatrice con scheda Wi-Fi integrata;
  • Le stazioni meteorologiche da interno o da esterno;
  • Gli speaker da tavolo, che possono controllare anche altri elettrodomestici.

Cosa si può realizzare con un impianto domotico?

Tendenzialmente, la risposta a questa domanda è semplicemente la fantasia, unita alle possibilità tecniche. Immaginiamo che qualunque cosa facciamo a mano (aprire una finestra, accendere la luce, avviare la lavatrice…) possiamo farlo toccando il cellulare o, addirittura, con un comando vocale ad un accessorio che si trova sul tavolino del salotto.

Le possibilità ad oggi già attive e consolidate sono:

  • Controllare gli impianti di riscaldamento e raffreddamento: le caldaie e i condizionatori, anche quelli più vecchi (tramite appositi “ponti”), possono far parte di un impianto domotico, e questo apre a diverse possibilità, come accendere il dispositivo solo quando c’è qualcuno in casa, o quando la temperatura si abbassa o si alza troppo, o quando decidiamo noi (da smartphone), o ancora in base alle previsioni del tempo che si trovano online.
  • Controllare le luci di casa: è possibile controllare la luminosità e il colore delle lampadine, ma anche accenderle con la voce oppure farle accendere da sole quando si entra in una stanza e spegnere quando usciamo fuori.
  • Controllare gli infissi: di solito gli interventi sono più costosi, ma si possono controllare le tapparelle (apertura e chiusura), le porte blindate e le saracinesche dei garage senza necessità di aprirle o chiuderle a mano, semplicemente con un tocco dello smartphone.
  • Aumentare la sicurezza: questo sia dal punto di vista della sorveglianza (telecamere che ci notificano la presenza di intrusi), che della sicurezza domestica. Tra i dispositivi domotici ci sono i sensori che riconoscono il fumo o il gas, che ci avvertono su smartphone nel caso ci sia un pericolo in casa;
  • Controllare gli elettrodomestici: possiamo accendere gli elettrodomestici principali come forno, frigoriferi, lavatrici e altri quando non siamo in casa, per trovarli già in attività quando torniamo, oppure per controllare cosa c’è all’interno (nel caso del frigorifero).
  • Risparmiare energia: questa è una conseguenza di tutti i punti che abbiamo visto qui sopra. Infatti, poter spegnere un elettrodomestico quando siamo fuori, evitare l’avvio del condizionatore o della caldaia e anche poter controllare i consumi, una possibilità che la maggior parte dei sistemi domotici offrono a chi fa uso dell’impianto. Con alcuni impianti si può evitare (scollegando in automatico alcune prese elettriche) che possa scattare il salvavita.

La casa acquista maggior valore

Un impianto domotico da maggior valore alla casa sia dal punto di vista economico (nel caso in cui la si voglia vendere, oppure affittare), sia da quello del risparmio energetico per chi ci vive.

Il valore economico

Per quanto riguarda il primo punto, bisogna ricordare che l’impianto domotico aumenta la classificazione energetica dell’edificio, definita con una lettera che va da A (la migliore) a G (la peggiore). La domotica non è l’unico parametro che si considera, ma con un impianto domotico la classificazione aumenta, e così il suo valore.

Inoltre, conseguenza indiretta dell’impianto domotico è che bisogna cambiare alcuni elettrodomestici per renderli compatibili con l’impianto; anche gli elettrodomestici hanno una classe energetica, che aumenta con il passare degli anni; in altre parole, se per i climatizzatori la classe energetica qualche anno fa andava da G ad A, oggi va da D ad A+++. Un elettrodomestico con caratteristiche migliori aumenta, a sua volta, il valore della casa.

Per l’impianto elettrico, poi, un impianto domotico lo porta al massimo livello (Norma CEI 64/8-3) per prestazioni, il livello 3 (dove il livello 1 è il livello base, il livello 2 è lo standard per i nuovi edifici, il livello 3 è appunto l’impianto domotico). Anche questo aumenta il valore della casa, oltre a far risparmiare energia.

Ricordiamo, infine, la possibilità di accedere agli ecobonus stabiliti annualmente da parte dello stato grazie agli impianti domotici.

Il risparmio energetico

Abbiamo già visto in diversi punti che è possibile risparmiare energia con un impianto domotico, quindi possiamo riassumere tutte le caratteristiche che consentono di risparmiare:

  • L’impianto domotico consente di controllare l’attività dei dispositivi connessi, anche dalle app sullo smartphone, permettendo di risparmiare energia;
  • Il controllo a distanza permette di spegnere gli elettrodomestici quando non servono, anche se non ci siamo, risparmiando energia;
  • L’accensione unicamente quando siamo in casa permette di risparmiare energia automaticamente;
  • La gestione degli impianti di climatizzazione basati sulla temperatura consente di attivarli solo quando ce n’è effettivo bisogno, risparmiando ancora energia;
  • E’ possibile scollegare in automatico delle prese elettriche in certi momenti della giornata; in questo modo si evita che i trasformatori che rimangono connessi e gli standby (ad esempio, del televisore) consumino energia inutilmente; questo consente anche lo spegnimento automatico, e forzato, di alcuni elettrodomestici che possiamo scegliere;
  • Gli elettrodomestici compatibili con gli impianti domotici hanno un’alta classe energetica, quindi fanno risparmiare rispetto ai vecchi elettrodomestici.

Si, ma l’impianto domotico costa di più

L’impianto domotico ha, naturalmente, un costo, che deve essere considerato quando facciamo un impianto. E’ vero anche che porta, al contempo, un risparmio, che nel corso del tempo ci permette di riprendere l’investimento iniziale.

Quantificare il risparmio non è semplice, perché dipende dagli elettrodomestici: per una caldaia o un condizionatore, che consumano molto, il risparmio è notevole grazie alla domotica, perché evitiamo di lasciarli accesi quando non serve; per un forno, non c’è un grande risparmio perché se sta acceso due ore consuma lo stesso, domotica o no.

In linea di massima, considerando che tutti gli elettrodomestici della nostra casa siano domotici, si può raggiungere un risparmio di circa il 20-30% sulle spese energetiche, elettricità e gas (considerando che le caldaie domotiche arrivano anche al 35% di risparmio, mentre altri elettrodomestici come le lampadine si fermano a livelli un po’ più bassi).

Ovviamente, l’investimento può essere massimizzato scegliendo in forma smart solo gli elettrodomnestici che consentono di avere un risparmio maggiore (condizionatore, caldaia, impianto elettrico) e non cambiando quelli che portano benefici minori (frigorifero, lavatrice, forno).

Se consideriamo, però, un investimento per l’impianto domotico di 3.000 euro (per cambiare alcuni elettrodomestici), e un risparmio di energia elettrica e gas del 20% (per non stare troppo alti), troviamo che:

  • Con una spesa media di 1500 euro all’anno per energia elettrica+gas di una famiglia media, risparmiamo 300 euro all’anno, riprendendo così in 5 anni l’investimento che abbiamo fatto. Questo senza contare i bonus: per esempio, per una caldaia domotica lo stato restituisce il 50% del valore tramite detrazioni fiscali, per cui se la caldaia ci è costata 1500 euro ne avremo pagati solamente 750. In generale, in 3-4 anni abbiamo ripreso l’investimento iniziale, e inizieremo a risparmiare.

Se a questo aggiungiamo il maggior valore alla casa (se la affittiamo possiamo aumentare l’affitto anche di soli 50 euro al mese, guadagnando così 600 euro all’anno e riprendendo molto velocemente l’investimento, lo stesso vale per la vendita perché possiamo chiedere qualche migliaio di euro in più), ma soprattutto, se ci abitiamo, il miglioramento della qualità della vita che non è quantificabile, in linea di massima, vediamo che la domotica è un cambiamento molto vantaggioso.

Certo, i vantaggi non sono immediati, ma il guadagno arriva prima con un impianto domotico che non (ad esempio) con l’installazione dei pannelli solari, in cui si inizia a risparmiare solo dopo 5 anni dall’installazione.

Conclusione

Da tutto quello che abbiamo visto possiamo capire come i vantaggi della domotica ci siano, per una serie di funzioni che al momento percepiamo come nuove e innovative, ma che tra qualche anno diventeranno la regola.

La domotica consente di migliorare la qualità della vita, consente di risparmiare, dona un valore maggiore all’abitazione senza mettere mano alla struttura portante (pareti, nuove finestre e così via), e ci permette di controllare al massimo l’ambiente in cui viviamo.

Questo a fronte di un investimento iniziale la cui entità la possiamo decidere noi: non c’è bisogno di chiedere un prestito per cambiare tutti gli elettrodomestici in una volta, perché possiamo farlo man mano, senza fretta. Iniziando magari da quelli che è più vantaggioso cambiare (lampadine, caldaia, condizionatore), possiamo man mano cambiare anche gli altri elettrodomestici per trovarci, nel giro di alcuni anni, con un impianto comodo da utilizzare, utile, e che ci consente di risparmiare sulle nostre spese domestiche quotidiane.

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