Youtube Music e Google music: quali le differenze?

YouTube Music è infine giunto anche in Italia e dopo qualche mese il nuovo servizio di streaming musicale che vi consente di avere a portata di mano brani musicali (remix e cover comprese) e relativi video, ha già riscosso nel nostro Paese un discreto successo. Complice infatti la scarsezza di informazioni e la confusione che lo stesso colosso Google ha lasciato trasparire circa i suoi servizi, molti utenti non hanno ancora ben chiara la differenza tra YouTube Music e Play Music, la popolare piattaforma (integrata nei sistemi Android) che permette a chiunque di sentire la propria musica.

Facciamo dunque chiarezza.

Play Music farà spazio a YouTube Music

Partiamo col dire che le differenze tra i due servizi sono minime. Ciò che più salta all’occhio è l’estetica dell’applicazione: minimale su Play Music, curata e d’atmosfera su YouTube Music. A parte ciò, fanno essenzialmente le stesse cose, ovvero permettono ai loro possessori di ascoltare musica (e di vedere video nel caso di YouTube Music) e di creare le proprie playlist di brani preferiti.

Vista la collisione di funzionalità, la stessa Google ha affermato che sarà impossibile tenere sul mercato entrambi i servizi: Play Music farà dunque spazio a YouTube Music. È ancora incerto quando ciò avverrà, ma a breve la piattaforma sparirà del tutto.

E Play Music Unlimited?

Esattamente come nel caso di YouTube Music, di cui esiste anche una corrispondente versione a pagamento, anche Play Music aveva la il suo servizio in abbonamento: Play Music Unlimited.

Google è stata molto chiara: chiunque avesse già sottoscritto un abbonamento Unlimited, potrà accedere a YouTube Music Premium senza alcun ulteriore esborso. Non solo, tutti gli acquisti e le playlist presenti nel proprio archivio Play Music saranno automaticamente importati su YouTube Music Premium. Come preannunciato, però, non sono ben chiare le tempistiche.

In definitiva, YouTube Music sostituirà del tutto Play Music in futuro ma, nel frattempo, entrambe le piattaforme continueranno a lavorare in parallelo.

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