Domotica e IOT: quali le differenze?

Quando si parla di “casa intelligente“, uno dei settori di mercato che sta vivendo una grandissima espansione negli ultimi anni, si viene in contatto con termini un po’ particolari, di cui spesso non comprendiamo bene il significato.

Tra questi termini c’è IOT, o Internet of Things, o ancora “Internet delle Cose”, e “Domotica”. Due termini spesso confusi che, però, fanno riferimento a tecnologie e sistemi diversi per cui vale la pena approfondire.

In questo articolo spiegheremo quindi quali sono le differenze tra IOT e Domotica, e da quali dei due conviene iniziare nelle diverse soluzioni abitative.
casa connessa (domotica IOT)

L’Internet of Things

Iniziamo dalla soluzione più semplice e con cui la maggior parte delle persone viene in contatto, l’Internet delle Cose.

Se avete acquistato una lampadina, un condizionatore o un termostato smart, avete già in casa dei prodotti internet delle cose.

Come abbiamo spiegato meglio nell’articolo dedicato all’Internet of Things, si tratta di un sistema per cui gli oggetti sono connessi ad internet, e sono così in grado di comunicare con la rete.

Per cui, attraverso un sito o un’applicazione abbiamo la possibilità di accendere la lampadina, o di impostare l’accensione della caldaia a una certa temperatura; grazie ad internet, questo può essere fatto a distanza, con lo smartphone. Ogni dispositivo IOT ha un suo sistema (e di solito una sua applicazione) che possono essere rese compatibili con i sistemi di gestione più diffusi, come Amazon Alexa, Google Home o Apple HomeKit, che tra l’altro permettono anche di controllare con la voce i diversi dispositivi.

Al centro di tutto ci sono quindi il modem e lo smartphone, che ci consentono di controllare i dispositivi connessi tramite modem.

I vantaggi di questo sistema sono sostanzialmente la semplicità di installazione, perché ad esempio si acquista una lampadina, si monta e si connette, in pochi minuti abbiamo il nostro sistema IOT. Questo è il motivo per cui in una casa anche piuttosto datata (ci deve essere la corrente elettrica e internet, essenzialmente) si può iniziare a costruire una casa intelligente, anche nel corso del tempo: quest’anno si cambiano le lampadine, il prossimo il condizionatore, quello successivo la caldaia, e riusciamo così ad avere la casa intelligente.

Lo svantaggio è invece che in questo modo non abbiamo un controllo centrale, bisogna utilizzare diverse applicazioni, attendere gli aggiornamenti, fare i conti con le compatibilità (anche dello smartphone con le relative applicazioni); la gestione può essere più complessa, specie con il passare del tempo.

La domotica

Passando invece alla domotica, qui parliamo di un vero e proprio impianto intelligente. Mentre nell’IOT la casa intelligente è data da tanti dispositivi che lavorano ognuno per conto proprio, nella domotica c’è un impianto con centralina che gestisce tutto. Impianto vuol dire fili, fisici, per cui vuol dire mettere mano all’abitazione stessa, per esempio in occasione di una ristrutturazione o nella costruzione di una nuova casa.

I dispositivi sono anche in questo caso connessi ma, con cavo o con il Wi-Fi, vengono tutti gestiti da una centralina, che collegata via cavo permetterà di controllare tramite una sola applicazione (che può essere su smartphone) tutti gli accessori, e gestirne anche più di una alla volta.

Nel complesso quindi è un sistema molto più pratico e gestibile rispetto all’IOT: si può per esempio accendere qualunque lampadina vogliamo (anche non smart!) dall’applicazione, come se premessimo l’interruttore, si può controllare la caldaia, il videocitofono, le videocamere di sicurezza, attraverso un impianto unico e centralizzato. E’, in pratica, la vera “casa domotica”, in cui i processi possono essere automatizzati anche per più elettrodomestici alla volta.

Una cosa simile si può tentare di imitare con HomeKit o simili, ma rimane sempre limitata: è difficile controllare l’irrigazione del giardino o l’apertura delle tapparelle, nonché l’impianto fotovoltaico, se non si ha un impianto domotico specifico.

Naturalmente, il contro sono i costi, che sono sempre molto alti per questo tipo di sistema, anche solo perché bisogna “sporcarsi le mani” installando l’impianto, che comporta agire sulle pareti della casa. Costi elevati, che si rispecchiano (comunque) in un aumento del valore della casa stessa.

Questo tipo di impianto si presta bene alle ristrutturazioni e alla costruzione delle nuove case; comunque sia, è una soluzione adatta a chi vuol fare un vero investimento in questo senso.

Per saperne di più, abbiamo parlato dei vantaggi della casa domotica in questo articolo.

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